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“Fútbol en blanco y negro. Madrid más allá de los colores”, una mostra fotografica alla scoperta del calcio che fu

Sarà visitabile fino al prossimo 13 febbraio, con ingresso gratuito, la mostra ospitata dall’Archivio Regionale della Comunità di Madrid, nella storica sede El Águila, intitolata “Fútbol en blanco y negro. Madrid más allá de los colores”. Ed era quasi impensabile che lo sport definito dai madrileni come “rey” non trovasse un posto d’eccezione come questo per presentarsi agli appassionati. Le immagini senza tempo, datate per lo più in un’epoca compresa tra anni ’20 ed anni ’70 del secolo passato, immortalano momenti che non necessitano di parole per essere descritti: l’emozione di un gol, l’inquietudine per l’attesa di un rigore; ma anche lo sviluppo urbanistico di una città come Madrid che vedeva sorgere impianti sportivi un po’ ovunque. Tra i volti rappresentati quelli dei grandi campioni del passato: i portieri Ricardo Zamora e Ignacio Eizaguirre, il difensore Jacinto Quincoces, i centrocampisti Ciriaco Cano, Juan Antonio Ipiña, José Martinez Sánchez (detto Pirri) e Luis Aragonés, gli attaccanti José Gárate e Alfredo Di Stéfano.

Questi sono soltanto alcuni dei volti che campeggiano lungo le pareti dell’esposizione che ricorda anche i tempi all’interno dei quali si compivano le gesta di questi campioni o si innalzavano al cielo i canti dei propri sostenitori, di generazione in generazione. Così le immagini immortalano le tribune esaurite in ogni ordine di posto di antichi gioiellini come Estadio de Chamartín e Stadium Metropolitano (storici campi di gioco di Real Madrid ed Atlético de Madrid); quindi Estadio Santiago Bernabéu ed Estadio Vicente Calderón (sempre rispettivamente per Real e Atlético) ed infine il mitico Campo de Vallecas, sede dell’altrettanto mitico Rayo Vallecano de Madrid.

Si narra che il calcio giunse in Spagna alla fine dell’800 portato dai minatori provenienti dall’Inghilterra. Se è possibile ancora respirare questa magia di sport nazional-popolare, questo lo si può riscontrare in palcoscenici come lo stadio nel cuore del quartiere operaio della città. La Agrupación Deportiva Rayo Vallecano prese possesso dell’impianto sportivo nel 1953; la struttura dell’attuale Estadio de Vallecas risale tuttavia al 1972. Tra le immagini dedicate a Vallecas e alla sua squadra, particolarmente significative sono quelle datate fine anni ’60 che mostrano la folla in uscita dalla stazione metro di Portazgo e la folla in attesa di entrare allo stadio: in basso la fila, in alto gli spettatori assiepati sugli spalti al punto da rischiare di cadere giù dal muro perimetrale che all’epoca in più punti non aveva parapetti. Molto bella anche un’immagine scattata nel 1969 dall’ultimo piano di un edificio situato all’angolo di Avenida de la Albufera. Oggi come ieri c’è chi può ancora godersi lo spettacolo delle imprese del Rayo direttamente dal balcone o dalla finestra di casa che, per l’occasione, diventano tribune improvvisate e calorose.

Simone Sperduto

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